giovedì 12 marzo 2015

Arcigay: Vicinanza a Casa Madiba e solidarietà con le loro battaglie per i più poveri

È dal 2013 che le ragazze e i ragazzi di Casa Madiba sono impegnati nella lotta alle discriminazioni, per tutelare i più poveri e sfortunati, i migranti, le persone più fragili, invisibili, sfruttate. L'hanno fatto coraggiosamente rischiando in proprio e sfidando i luoghi comuni, le consuetudini organizzative, le soluzioni spesso troppo semplici e troppo comode.

Hanno deciso di farlo guardando alla sostanza delle cose e sfidando quelle formalità che spesso impediscono di dare ascolto e sostegno a chi ne ha più bisogno. Una sfida che le istituzioni avrebbero potuto ascoltare e comprendere nel suo senso più vero, quello che pone la tutela degli esseri umani al di sopra di tutto.

Per questo i controlli e le denunce di qualche giorno fa si limitano alla forma e mancano in pieno la sostanza della questione: la difesa dei più deboli deve sempre essere in cima alle priorità. Casa Madiba ha sempre manifestato per difendere l'uguaglianza dei diritti di tutte le persone discriminate, e oggi noi siamo solidali con loro per difendere il senso delle loro battaglie.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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martedì 10 marzo 2015

Fwd: Santarcangelo. Cinema contro l'omofobia: "Lei disse sì" mostra bisogni umani, complimenti al Comune per il patrocinio

Santarcangelo. Cinema contro l'omofobia: "Lei disse sì" mostra bisogni umani, complimenti al Comune per il patrocinio

Ci complimentiamo con il Sindaco e la Giunta di Santarcangelo per avere, anche in questo caso, portato avanti chiare battaglie di civiltà concedendo il patrocinio alla proiezione del film "Lei disse sì", un docu-film sulla battaglia di una coppia di donne per il riconoscimento dei propri affetti familiari, l'espressione massima dei sentimenti che rendono ognuno di noi un essere umano.

Le dichiarazioni che si sono lette sui giornali di esponenti della minoranza sono strumentali e mancano nel segno. La decisione del Comune, oltre che essere simbolicamente meritoria, non fa altro che contribuire a un pubblico dibattito che coinvolga la popolazione della città. Si tratta di un alto contributo culturale a un tema che ci vede drammaticamente arretrati rispetto a tutto il resto d'Europa.

Sorprende poi che questi inviti all'autocensura provengano proprio da quei partiti che dicono di essere in prima fila per la libertà di espressione. Evidentemente la libertà che hanno in mente è quella di chiudere la bocca agli altri. Noi invece sosteniamo che ogni contributo di qualità al dibattito sui cambiamenti sociali sia il benvenuto.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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mercoledì 18 febbraio 2015

Riguardo al dibattito a distanza sulle pagine del Corriere tra il giudice Andreucci e l'avv. Spinelli è opportuno fare chiarezza su alcuni punti.

La legge Scalfarotto altro non farebbe che integrare la legge Reale-Mancino, nata sulla base della Carta di New York del 1966 contro le discriminazioni. In Italia infatti già esiste da 40 anni la legge contro la quale manifestano le "sentinelle", e questa legge punisce atti o discorsi d'odio verso minoranze sulla base di elementi nazionali, razziali, etnici o religiosi. Recentemente è stata estesa, senza il minimo allarme di bavaglio da parte delle Sentinelle, anche al negazionismo dello sterminio nazista. Perciò quando la legge protegge i loro discorsi bigotti va bene, quando protegge gay e lesbiche dalla discriminazione quotidiana invece è liberticida. In pratica siamo discriminati anche dalla legge che punisce le discriminazioni, una odiosa discriminazione al quadrato!

Se i timori dell'avv. Spinelli fossero fondati, visto che la legge Reale-Mancino punisce già una serie di comportamenti discriminatori, perché le nostre patrie galere non sono piene di leghisti, di atei, di razzisti, di estremisti religiosi, di nazisti e fascisti che fieramente si associano e declamano il loro credo? Perché si può tranquillamente continuare a vendere, a leggere e a citare il "Mein Kampf" di Adolf Hitler se la repressione della legge Reale-Mancino è così aspra? Si tratta chiaramente di un allarme infondato, pretestuoso e funzionale alla più ampia strategia di una guerra alla modernità e alla libertà, cose che certi bigottoni proprio non possono accettare. Conducono, per colmo di indecenza, la loro guerra sulla pelle di tre milioni di persone omosessuali e transessuali in Italia, e dovrebbero vergognarsene.

Sul divieto costituzionale dell'articolo 29 riguardo alla "società naturale fondata sul matrimonio", la sentenza del 2010 della Corte costituzionale, che vale assai di più del parere di un avvocato di provincia, dice chiaramente che "con tale espressione ... si volle sottolineare che la famiglia contemplata dalla norma aveva dei diritti originari e preesistenti allo Stato". Non certo quindi naturale in senso biologico, ma nel senso di "spontanea". Inoltre "... è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere 'cristallizzati' con riferimento all'epoca in cui la Costituzione entrò in vigore ... e, quindi, vanno interpretati tenendo conto ... dell'evoluzione della società e dei costumi."

Riguardo alla presunta "vaghezza" della definizione di omofobia, forse l'avvocato potrebbe chiedere lumi alla Corte di cassazione che in una recente sentenza ha condannato la pubblica amministrazione per "comportamento omofobico... intollerabilmente reiterato". Ma anche andando a intuito, se una persona viene aggredita a parole o fisicamente solo e precisamente in quanto gay o lesbica allora è omofobia, proprio come è successo nella recente vicenda del cuoco riminese costretto ad avere rapporti con una prostituta davanti a tutti i colleghi per dimostrare la sua 'virilità' sotto minaccia di licenziamento.

Come si vede perciò tutte queste piagnucolose lamentazioni sono ridicole e strumentali, anche considerando che leggi di questo tipo sono ormai presenti praticamente in tutto il resto d'Europa senza devastazioni sociali o limitazioni della libertà. L'Italia è riuscita a essere il fanalino di coda dei paesi europei anche in termini di civiltà, grazie anche agli sforzi di questi bigotti, moralisti da due soldi e meschini neo-medievali che vogliono tirare il freno a mano del progresso.

Dr. Marco Tonti, Ph.D.
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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lunedì 16 febbraio 2015

Precisazione sulla manifestazione contro l'omofobia di Arcigay a Rimini del 19 gennaio.

Apprendiamo che il datore di lavoro nella vicenda del cuoco oggetto di omofobia accusa Arcigay di faciloneria per aver manifestato in piazza in seguito a questa vicenda. Questa accusa arriva dopo un "periodo di riflessione" di ben un mese durante il quale avrà certamente avuto modo di elaborare e raffinare la propria versione dei fatti e la propria immagine con l'aiuto dei suoi tre avvocati.

Respingiamo fermamente al mittente l'accusa, perché la nostra manifestazione era basata sulla denuncia molto precisa e circostanziata descritta sui giornali dall'avvocato del cuoco, e in mancanza di un'immediata e credibile smentita è nostra precisa missione prendere le parti di chi denuncia una violenza di natura omofobica, e lo rifaremmo anche oggi con lo stesso vigore. Inoltre ci risulta che siano numerosi e solidi gli elementi forniti a supporto della denuncia, riponiamo perciò piena fiducia nel corso della giustizia.

La manifestazione dello scorso gennaio peraltro – come si può vedere chiaramente dalla registrazione del mio intervento su fb.com/ArcigayAlanTuring/videos – è certo nata dallo sdegno e dalla condanna di questo orrido evento, ma si rivolgeva soprattutto alle moltissime persone che subiscono quotidianamente simili discriminazioni e violenze omo-transfobiche ma che non hanno ancora trovato la forza di denunciarle. La società civile, le istituzioni e le persone di buon cuore si sono mobilitate per mandare un messaggio a tutti gli omofobi, chiunque e ovunque siano, per avvertirli che la loro violenza fisica e morale non sarà più tollerata.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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martedì 3 febbraio 2015

Omofobia, Gnassi mantenga la parola data e non si faccia spaventare dai "cavilli di Troia" dei neo-medievali

Malgrado l'orrida vicenda del cuoco oggetto di omofobia avvenuta proprio a Rimini poche settimane fa, qualcuno ancora pensa che l'omofobia non esiste e che bisogna impedire, con ogni mezzo, qualsiasi forma di difesa umana. L'ultima trovata è prendersela con il registro delle unioni civili già approvato a larga maggioranza dal Consiglio comunale di Rimini. 

Durante il convegno mammistico in salsa neo-medievale di Adinolfi di alcuni giorni fa dicono di aver raccolto alcune centinaia di firme con cui chiedono non già di rivedere una posizione politica, ma di fare ostruzionismo di bassa lega bloccando l'attuazione di una scelta politica già consolidata. Lo chiamano pomposamente "cavallo di Troia", ma sarebbe più giusto chiamarlo "cavillo di Troia", data la sua meschinità tecnocratica.

Il cattotalebano Adinolfi ha pubblicamente accusato il sindaco Gnassi di "volersi fare bello a costo zero" per via del registro delle unioni civili. Speriamo che Gnassi mantenga le promesse facendo completare l'iter (già largamente in ritardo) della delibera che contribuirà alla dignità di migliaia di cittadini e cittadine riminesi, sulla linea di quanto hanno dichiarato anche Renzi e il Presidente della Repubblica nel suo discorso di insediamento stamattina. Ci aspettiamo inoltre che dia finalmente sostanza alle sue perentorie dichiarazioni di ottobre a favore delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero, sostenendo la proposta di delibera presentata da Fabio Pazzaglia di Fare Comune, sulla scia di quanto già fatto a Santarcangelo.

Comunque sempre meglio di Adinolfi, che si fa bello non a costo zero, ma sulla pelle di milioni di persone che in Italia ancora hanno una minore libertà perché temono a dichiararsi sul lavoro, a scuola, in chiesa, in famiglia e che ancora sono discriminate, minacciate, umiliate e aggredite, e che a volte purtroppo si suicidano. Questo – è bene esserne consapevoli – è il prezzo dei pubblici atteggiamenti discriminatori, omofobi e offensivi come il suo.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini
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