venerdì 30 gennaio 2015

Adinolfi, l'omofobia esiste e l'ha confermato anche la Cassazione

Ci vuole un bel coraggio per Adinolfi a dire che una legge blanda come la proposta Scalfarotto gli toglierebbe la libertà di parola, quando i suoi discorsi da oltranzista religioso sono protetti dalla legge Mancino. Per lui le tutele vanno bene, per gli altri invece no. Se poi in Italia si può vendere il "Mein Kampf" di Adolf Hitler si potrà anche benissimo vendere il libello sul mammismo di Adinolfi, senza vittimistici strilli preventivi alla censura.

Se Adinolfi non capisce cosa significa "omofobia", sappia che può rivolgersi alla Corte di cassazione che ha condannato il "comportamento omofobico... intollerabilmente reiterato" delle amministrazioni nel recente caso della patente ritirata a un giovane perché gay.

Il presunto pericolo dell'annullamento dei generi è una bufala gigantesca: che senso ha dirsi gay o lesbiche, cioè avere preferenze per persone del proprio sesso, se come dice lui l'obiettivo fosse annullare le differenze tra sessi? Come si possa sostenere in buona fede una tale sciocchezza è un mistero insondabile.

Sulla "gestazione per altri" la Corte di giustizia Europea ha stabilito che avere dei figli è un diritto anche quando non geneticamente propri, per buona pace di Adinolfi. Inoltre montagne di studi scientifici (e anche vari tribunali dei minori, come quello di Roma) hanno stabilito che bambini e bambine cresciuti in famiglie omogenitoriali sono sani esattamente come gli altri, come anche rimarcato dall'ordine degli psicologi e da decine di associazioni professionali in tutto il mondo, compresa quella dei pediatri d'America.

Dire infine che la donna deve essere "messa sotto" a fondamento della famiglia non vuol dire altro, tradotto, che deve stare a casa a produrre bambini, stare dietro ai fornelli e lavare i pavimenti. Cioè quel millenario ruolo subalterno che con enorme fatica le donne credevano di essere riuscite a scrollarsi di dosso – prima del ritorno di Adinolfi in salsa neo-medievale.

Marco Tonti, dottore di ricerca in psicologia
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini


MARIO ADINOLFI, anche lei è una sentinella in piedi? «Certo». Che bisogno avete di contestare pubblicamente cultura gender, matrimoni gay e disegno di legge Scalfarotto? «Le sentinelle sono persone libere che scendono in piazza per manifestare il loro dissenso verso un progetto, il disegno Scalfarotto, che limita la libertà di espressione». Nello specifico? «Si punisce fino a sei anni di carcere, senza spiegare cos'è, l'omofobia. Esempio: per il mio libro Voglio la mamma' finirei in galera». Manca libertà di espressione? «A Milano, per parlare, c'è stato bisogno di 250 agenti in tenuta antisommossa». Cosa la sconvolge della cultura gender? «La volontà di annullare le differenze sessuali». Il matrimonio gay non è diritto alla libertà di scelta? «Ovunque applicato ha innescato la compravendita dei bambini». Un po' troppo scientifico... «È realtà. Quello che trionfa è il mercato dell'utero in affitto. Per noi i figli non si comprano». Avete paura quando siete in piazza? «Siamo provocati, come i ragazzi di piazza Tienanmen: miti, tenaci, indifesi». Perché in piazza con un libro? «Ci formiamo e ci informiamo». Lei che libro ha portato? «Gente non comune', di Hobsbawm». Uno storico marxista... «Siamo liberi e io sono di sinistra». È ancora di sinistra? «Sì, benché il movimento venga bollato come fascista io sto dalla parte dei deboli». Uomo di sinistra, lei, che parla di sottomissione della moglie? «Sottomessa? Messa sotto. Intesa come posta a fondamento della famiglia». m. s.


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lunedì 26 gennaio 2015

Giornata della memoria. Omosessuali e nazismo: tutti i perseguitati sono uguali, ma alcuni sono meno uguali degli altri.

Quando si elencano le categorie perseguitate dall'odio nazista spesso se ne dimentica una: quella degli omosessuali. È perciò importante, per il "giorno della memoria dell'olocausto" del 27 gennaio, ricordare con chiarezza i numeri e i presupposti che hanno colpito – tra persecuzione, castrazione, incarcerazione, internamento e sterminio – circa centomila omosessuali, contando solo quelli di sesso maschile sulla base del Paragrafo 175 abolito solo nel 1994.

Non è facile fare delle stime, perché allora come oggi l'omosessualità era una caratteristica del tutto trasversale a mestieri, ceti, religioni e convinzioni. Per questo motivo la difficoltosa stima del numero degli omosessuali nei lager oscilla tra 10mila e 600mila, a seconda del gruppo in cui li si considera e se si comprendono anche le lesbiche, spesso purtroppo ignorare in queste statistiche (si ricordi il campo di concentramento di Ravensbrück costruito appositamente per le donne "non conformi").

Umiliati ogni giorno e costretti, per 'guarire', a subire chirurgia sperimentale dai seguaci di Mengele o ad avere rapporti sessuali con prostitute o alla castrazione, emarginati anche dagli altri prigionieri, gli omosessuali nei lager (marchiati col triangolo rosa, oggi usato come simbolo di rivendicazione) avevano il tasso di mortalità più alto dopo gli internati ebrei. Gli omosessuali sono stato l'unico gruppo che, alla liberazione, è passato direttamente dall'internamento alla prigione, sia in Unione Sovietica che in Germania. Il governo tedesco ha riconosciuto, nel 2002, questo "olocausto dimenticato" ma non ha mai risarcito le vittime.

"Congiura omosessuale che mina la concezione normale di una nazione" sono le tipiche parole che si sentono oggi da parte di chi blatera su complotti "gender" per distruggere la gioventù, di chi manifesta per negare i nostri diritti di esseri umani, di chi nega l'esistenza dell'omofobia (ne abbiamo avuto prova a Rimini solo due settimane fa che l'omofobia esiste), di chi paventa in malafede che il riconoscimento legale delle famiglie omosessuali possa distruggere la società, di quelli che fanno le vittime – loro, fanno le vittime! – dicendo che vogliamo toglierli la libertà di espressione. Sono parole identiche a quelle che si sentono ancora oggi, e invece le pronunciò Adolf Hitler.

Per dirla con Primo Levi, "meditate che questo è stato". E facciamo di tutto, con l'aiuto della società civile, contro vecchi e nuovi fascismi, in Italia e nel mondo, perché ciò non sia mai più.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

Nella foto allegata: il monumento alle vittime omosessuali del nazismo, posto nei giardini di Villa Cassarini a Bologna.

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Arcigay "Alan Turing" Rimini



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Arcigay "Alan Turing" Rimini

giovedì 15 gennaio 2015

Manifestazione contro l'omofobia a Rimini: "Siamo tutti omosessuali"

Le notizie di cronaca di questi giorni hanno raccontato una storia grottesca e umiliante di omofobia. Un cuoco omosessuale è stato costretto dal suo datore di lavoro, sotto la minaccia del licenziamento, a trovare una prostituta e ad avere rapporti sessuali davanti a lui e ai colleghi per "dimostrare" di non essere gay.

L'uomo ha avuto in seguito il coraggio di denunciare l'accaduto e quindi la giustizia farà il suo corso, e naturalmente Arcigay "Alan Turing" e lo sportello Nuovi Diritti della CGIL di Rimini offrono il loro appoggio per contribuire alla risoluzione di questa triste vicenda.

Questo fatto di cronaca dimostra chiaramente ancora una volta che l'omofobia esiste, ed è una vera malattia sociale. Si presenta in tante sfumature, dalla semplice frecciata, alla barzelletta derisoria, fino alle umiliazioni e anche all'omicidio. In queste situazioni se il bersaglio dell'odio omofobico non fosse stato o percepito come
omosessuale o trans non ci sarebbero state aggressioni, minacce, violenze; è quindi chiaro che l'omofobia è il preciso movente dell'aggressione e non una sua semplice caratteristica.

Per queste ragioni il circolo Arcigay "Alan Turing" manifesterà la prossima domenica 18 gennaio in Piazza Cavour a Rimini (ore 15). La manifestazione è di sostegno alla persona vittima di omofobia e di condanna per questa vicenda, ma soprattutto per sostenere e mandare un messaggio a quelle persone che non hanno la forza di denunciare i soprusi, o che non se lo possono permettere perché temono di perdere il lavoro e il rispetto. Questa manifestazione pacifica è per dichiarare a quelli che ancora soffrono di discriminazione e a chi si
sente schiacciato dall'omofobia che esiste una società sana che li sostiene ed accoglie, che ci sono le istituzioni dalla loro parte, che esistono alternative al silenzio, che lo stigma sociale si può contrastare e vincere.

Per questo invitiamo cittadini e cittadine, associazioni e istituzioni, ad aderire e a mettersi dalla parte di chi ancora è costretto a subire ingiurie, umiliazioni e violenze nella sua vita quotidiana. Vogliamo che la posizione sia netta e inequivocabile, che chi partecipa sia disposto a mettersi nella posizione di chi subisce discriminazioni. Vorremmo che i cartelli dicessero soprattutto: "IO SONO LESBICA", "IO SONO GAY", "IO SONO OMOSESSUALE", "IO SONO TRANS" ecc, per sfidare l'odio e il disprezzo ancora così diffusi nella nostra società e nella nostra città.

Arcigay "Alan Turing" Rimini
Sportello Nuovi Diritti CGIL Rimini

Si accolgono adesioni da parte di associazioni e istituzioni

martedì 9 dicembre 2014

Percorso di consapevolezza in collaborazione con Arcigay Rimini e Centro Olismo


 
"LA RELAZIONE CHE AIUTA"
La relazione che aiuta va intesa in un progetto di intervento che riguarda la qualità della vita e la promozione del benessere e della salute, attraverso momenti di confronto e crescita personale di ognuno.

A CHI E' RIVOLTO
Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati e motivati a svolgere un percorso di conoscenza e di crescita personale, di presa di consapevolezza e di responsabilità riguardo alla propria esistenza e a tutti quelli che intendono migliorare la comunicazione e la relazione con l'altro.


Counselor:  Claudia  Bertozzini e Roberta Contadini


PROGRAMMA

1° incontro 19 Dicembre
2° incontro 16 Gennaio
3° incontro 6 Febbraio
4° incontro 27 Febbraio
5°incontro 20 Marzo

PER INFO 346 - 8844438
PER INFO 346 - 8844438

Cineforum con arcigay Rimini



Alan Turing Rimini è lieta di presentarvi il Cineforum: 6 serate in cui saranno proiettati 6 bellissimi film.

Si parte il 12 dicembre alle ore 21 con il film "Come non Detto" e si proseguirà tutto l'inverno.

Ecco le date in anteprima con i film:

-12 dicembre: Come non detto
- 9 gennaio: Lo sconosciuto del lago
- 30 gennaio: Amici complici amanti
- 20 febbraio: Maurice
-13 marzo: Boys don t cry
-10 aprile: Cuori nel deserto

Sara' un modo per stare in compagnia e discutere sulle varie tematiche dei film in programma.

In anteprima si avrà la possibilità di assaggiare la prima Birra LGBT prodotta in Italia Birra Idem.

Ingresso libero (non è necessario essere possessori della tessera Arcigay)