mercoledì 18 febbraio 2015

Riguardo al dibattito a distanza sulle pagine del Corriere tra il giudice Andreucci e l'avv. Spinelli è opportuno fare chiarezza su alcuni punti.

La legge Scalfarotto altro non farebbe che integrare la legge Reale-Mancino, nata sulla base della Carta di New York del 1966 contro le discriminazioni. In Italia infatti già esiste da 40 anni la legge contro la quale manifestano le "sentinelle", e questa legge punisce atti o discorsi d'odio verso minoranze sulla base di elementi nazionali, razziali, etnici o religiosi. Recentemente è stata estesa, senza il minimo allarme di bavaglio da parte delle Sentinelle, anche al negazionismo dello sterminio nazista. Perciò quando la legge protegge i loro discorsi bigotti va bene, quando protegge gay e lesbiche dalla discriminazione quotidiana invece è liberticida. In pratica siamo discriminati anche dalla legge che punisce le discriminazioni, una odiosa discriminazione al quadrato!

Se i timori dell'avv. Spinelli fossero fondati, visto che la legge Reale-Mancino punisce già una serie di comportamenti discriminatori, perché le nostre patrie galere non sono piene di leghisti, di atei, di razzisti, di estremisti religiosi, di nazisti e fascisti che fieramente si associano e declamano il loro credo? Perché si può tranquillamente continuare a vendere, a leggere e a citare il "Mein Kampf" di Adolf Hitler se la repressione della legge Reale-Mancino è così aspra? Si tratta chiaramente di un allarme infondato, pretestuoso e funzionale alla più ampia strategia di una guerra alla modernità e alla libertà, cose che certi bigottoni proprio non possono accettare. Conducono, per colmo di indecenza, la loro guerra sulla pelle di tre milioni di persone omosessuali e transessuali in Italia, e dovrebbero vergognarsene.

Sul divieto costituzionale dell'articolo 29 riguardo alla "società naturale fondata sul matrimonio", la sentenza del 2010 della Corte costituzionale, che vale assai di più del parere di un avvocato di provincia, dice chiaramente che "con tale espressione ... si volle sottolineare che la famiglia contemplata dalla norma aveva dei diritti originari e preesistenti allo Stato". Non certo quindi naturale in senso biologico, ma nel senso di "spontanea". Inoltre "... è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere 'cristallizzati' con riferimento all'epoca in cui la Costituzione entrò in vigore ... e, quindi, vanno interpretati tenendo conto ... dell'evoluzione della società e dei costumi."

Riguardo alla presunta "vaghezza" della definizione di omofobia, forse l'avvocato potrebbe chiedere lumi alla Corte di cassazione che in una recente sentenza ha condannato la pubblica amministrazione per "comportamento omofobico... intollerabilmente reiterato". Ma anche andando a intuito, se una persona viene aggredita a parole o fisicamente solo e precisamente in quanto gay o lesbica allora è omofobia, proprio come è successo nella recente vicenda del cuoco riminese costretto ad avere rapporti con una prostituta davanti a tutti i colleghi per dimostrare la sua 'virilità' sotto minaccia di licenziamento.

Come si vede perciò tutte queste piagnucolose lamentazioni sono ridicole e strumentali, anche considerando che leggi di questo tipo sono ormai presenti praticamente in tutto il resto d'Europa senza devastazioni sociali o limitazioni della libertà. L'Italia è riuscita a essere il fanalino di coda dei paesi europei anche in termini di civiltà, grazie anche agli sforzi di questi bigotti, moralisti da due soldi e meschini neo-medievali che vogliono tirare il freno a mano del progresso.

Dr. Marco Tonti, Ph.D.
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

--

lunedì 16 febbraio 2015

Precisazione sulla manifestazione contro l'omofobia di Arcigay a Rimini del 19 gennaio.

Apprendiamo che il datore di lavoro nella vicenda del cuoco oggetto di omofobia accusa Arcigay di faciloneria per aver manifestato in piazza in seguito a questa vicenda. Questa accusa arriva dopo un "periodo di riflessione" di ben un mese durante il quale avrà certamente avuto modo di elaborare e raffinare la propria versione dei fatti e la propria immagine con l'aiuto dei suoi tre avvocati.

Respingiamo fermamente al mittente l'accusa, perché la nostra manifestazione era basata sulla denuncia molto precisa e circostanziata descritta sui giornali dall'avvocato del cuoco, e in mancanza di un'immediata e credibile smentita è nostra precisa missione prendere le parti di chi denuncia una violenza di natura omofobica, e lo rifaremmo anche oggi con lo stesso vigore. Inoltre ci risulta che siano numerosi e solidi gli elementi forniti a supporto della denuncia, riponiamo perciò piena fiducia nel corso della giustizia.

La manifestazione dello scorso gennaio peraltro – come si può vedere chiaramente dalla registrazione del mio intervento su fb.com/ArcigayAlanTuring/videos – è certo nata dallo sdegno e dalla condanna di questo orrido evento, ma si rivolgeva soprattutto alle moltissime persone che subiscono quotidianamente simili discriminazioni e violenze omo-transfobiche ma che non hanno ancora trovato la forza di denunciarle. La società civile, le istituzioni e le persone di buon cuore si sono mobilitate per mandare un messaggio a tutti gli omofobi, chiunque e ovunque siano, per avvertirli che la loro violenza fisica e morale non sarà più tollerata.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

--

martedì 3 febbraio 2015

Omofobia, Gnassi mantenga la parola data e non si faccia spaventare dai "cavilli di Troia" dei neo-medievali

Malgrado l'orrida vicenda del cuoco oggetto di omofobia avvenuta proprio a Rimini poche settimane fa, qualcuno ancora pensa che l'omofobia non esiste e che bisogna impedire, con ogni mezzo, qualsiasi forma di difesa umana. L'ultima trovata è prendersela con il registro delle unioni civili già approvato a larga maggioranza dal Consiglio comunale di Rimini. 

Durante il convegno mammistico in salsa neo-medievale di Adinolfi di alcuni giorni fa dicono di aver raccolto alcune centinaia di firme con cui chiedono non già di rivedere una posizione politica, ma di fare ostruzionismo di bassa lega bloccando l'attuazione di una scelta politica già consolidata. Lo chiamano pomposamente "cavallo di Troia", ma sarebbe più giusto chiamarlo "cavillo di Troia", data la sua meschinità tecnocratica.

Il cattotalebano Adinolfi ha pubblicamente accusato il sindaco Gnassi di "volersi fare bello a costo zero" per via del registro delle unioni civili. Speriamo che Gnassi mantenga le promesse facendo completare l'iter (già largamente in ritardo) della delibera che contribuirà alla dignità di migliaia di cittadini e cittadine riminesi, sulla linea di quanto hanno dichiarato anche Renzi e il Presidente della Repubblica nel suo discorso di insediamento stamattina. Ci aspettiamo inoltre che dia finalmente sostanza alle sue perentorie dichiarazioni di ottobre a favore delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero, sostenendo la proposta di delibera presentata da Fabio Pazzaglia di Fare Comune, sulla scia di quanto già fatto a Santarcangelo.

Comunque sempre meglio di Adinolfi, che si fa bello non a costo zero, ma sulla pelle di milioni di persone che in Italia ancora hanno una minore libertà perché temono a dichiararsi sul lavoro, a scuola, in chiesa, in famiglia e che ancora sono discriminate, minacciate, umiliate e aggredite, e che a volte purtroppo si suicidano. Questo – è bene esserne consapevoli – è il prezzo dei pubblici atteggiamenti discriminatori, omofobi e offensivi come il suo.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini
-- 



--

lunedì 2 febbraio 2015

Adesione al sit-in contro le sentinelle a Cesena il 7 Febbraio

Arcigay "Alan Turing" di Rimini aderisce con convinzione alla pacifica risposta di LGBTQIE*Rimbaud di Cesena al "plotone" delle sentinelle di sabato prossimo. Essere partigiani per la libertà contro l'omofobia è il nostro motivo di esistenza da 20 anni.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: rimbaud.cesena@gmail.com
Date: 2 febbraio 2015 17:13
Per contrastare la sub-cultura omofobica delle Sentinelle in piedi, tutti diremo "io sono qui" e "io sono lesbica", "io sono gay", "io sono trans", "io sono etero". Gruppo LGBTQIE*Rimbaud Cesena.

A Cesena ci sarà una manifestazione omofoba delle Sentinelle in piedi. Stanno in piedi, formano un plotone, leggono in silenzio. Sostengono che lo fanno per difendere la libertà di spargere l’odio omofobico, di dirci malati e cattivi genitori, di accusarci di voler distruggere la società. La loro protesta appare civile, ma il rifiuto di qualsiasi dialogo, la sorda chiusura modello falange macedone e il nome stesso "sentinelle" denunciano una violenza spirituale senza confini: la violenza di chi non ti riconosce, di chi contrasta i tuoi diritti senza nemmeno parlarti, all'insegna del "odia il prossimo tuo".
Intendiamo non interferire minimamente con loro, perché noi ci crediamo veramente alla libertà. Li contrasteremo dicendo semplicemente "io sono qui" e mostrando quello che siamo: allegri, colorati, dialoganti. Al nero plotone delle sentinelle opporremo palloncini, sorrisi e divertimento. Sono invitate le famiglie di tutti i colori e combinazioni – per noi le vere protagoniste – perché la famiglia è là dove si creano legami e solidarietà, è là dove si esprime con la massima intensità ciò che ci rende umani.
L'orientamento sessuale di chi verrà a dire "io sono qui" non è importante, perché questa è una battaglia di civiltà che riguarda tutti, una battaglia per la libertà di essere se stessi senza vergogna né paura. Ci piacerebbe che i partecipanti, indipendentemente da ciò che sono, avessero cartelli con "io sono gay", "io sono lesbica", "io sono trans" e così via, mettendosi nei panni dell'altro per capirne le sofferenze – e per reagire in sua difesa. Ognuno deve farsi "scudo umano" per chi non si sente in grado di farlo per sé, perché solo con l'aiuto delle persone di buon cuore, della società civile, delle istituzioni, si potrà superare questa misera cultura che nutre le radici dell'omofobia.
Ognuno deve diventare un partigiano per la libertà dall'omofobia e combatterla tutti i giorni.

Abbiamo chiesto – stanti le nostre intenzioni completamente pacifiche e come emblema di convivenza democratica – di poter 
stare separati ma nella stessa piazza delle Sentinelle. Per conferma seguire la pagina www.facebook.com/rimbaud-LGBTQI-cesena


Per il gruppo LGBTQIE*Rimbaud, Lucia Faraoni

Per qualsiasi informazione: rimbaud.cesena@gmail.com
ADESIONI:
- On.Emma Petitti, Ass.Reg. Bilancio e Pari Opportunità
- Leonardo Biguzzi, Cons. Com. PD Cesena
- Vico Zanetti, Cons. Com. PD Forlì
- Fabio Pazzaglia, Cons. Com. Fare Comune Rimini
- Giovani Democratici Cesena
- Sinistra Ecologia Libertà Cesena
- Arcigay "Alan Turing" Rimini
- Arcigay "Frida Byron" Ravenna
- UAAR Forlì-Cesena
- UAAR Rimini
- Centro Antiviolenza della Provincia di Rimini "Rompi il silenzio"
- Associazione "Il progresso delle idee" Forlì
- Gruppo “Un secco no alle sentinelle” Forlì
- Gruppo “Taboo” Forlì

venerdì 30 gennaio 2015

Adinolfi, l'omofobia esiste e l'ha confermato anche la Cassazione

Ci vuole un bel coraggio per Adinolfi a dire che una legge blanda come la proposta Scalfarotto gli toglierebbe la libertà di parola, quando i suoi discorsi da oltranzista religioso sono protetti dalla legge Mancino. Per lui le tutele vanno bene, per gli altri invece no. Se poi in Italia si può vendere il "Mein Kampf" di Adolf Hitler si potrà anche benissimo vendere il libello sul mammismo di Adinolfi, senza vittimistici strilli preventivi alla censura.

Se Adinolfi non capisce cosa significa "omofobia", sappia che può rivolgersi alla Corte di cassazione che ha condannato il "comportamento omofobico... intollerabilmente reiterato" delle amministrazioni nel recente caso della patente ritirata a un giovane perché gay.

Il presunto pericolo dell'annullamento dei generi è una bufala gigantesca: che senso ha dirsi gay o lesbiche, cioè avere preferenze per persone del proprio sesso, se come dice lui l'obiettivo fosse annullare le differenze tra sessi? Come si possa sostenere in buona fede una tale sciocchezza è un mistero insondabile.

Sulla "gestazione per altri" la Corte di giustizia Europea ha stabilito che avere dei figli è un diritto anche quando non geneticamente propri, per buona pace di Adinolfi. Inoltre montagne di studi scientifici (e anche vari tribunali dei minori, come quello di Roma) hanno stabilito che bambini e bambine cresciuti in famiglie omogenitoriali sono sani esattamente come gli altri, come anche rimarcato dall'ordine degli psicologi e da decine di associazioni professionali in tutto il mondo, compresa quella dei pediatri d'America.

Dire infine che la donna deve essere "messa sotto" a fondamento della famiglia non vuol dire altro, tradotto, che deve stare a casa a produrre bambini, stare dietro ai fornelli e lavare i pavimenti. Cioè quel millenario ruolo subalterno che con enorme fatica le donne credevano di essere riuscite a scrollarsi di dosso – prima del ritorno di Adinolfi in salsa neo-medievale.

Marco Tonti, dottore di ricerca in psicologia
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini


MARIO ADINOLFI, anche lei è una sentinella in piedi? «Certo». Che bisogno avete di contestare pubblicamente cultura gender, matrimoni gay e disegno di legge Scalfarotto? «Le sentinelle sono persone libere che scendono in piazza per manifestare il loro dissenso verso un progetto, il disegno Scalfarotto, che limita la libertà di espressione». Nello specifico? «Si punisce fino a sei anni di carcere, senza spiegare cos'è, l'omofobia. Esempio: per il mio libro Voglio la mamma' finirei in galera». Manca libertà di espressione? «A Milano, per parlare, c'è stato bisogno di 250 agenti in tenuta antisommossa». Cosa la sconvolge della cultura gender? «La volontà di annullare le differenze sessuali». Il matrimonio gay non è diritto alla libertà di scelta? «Ovunque applicato ha innescato la compravendita dei bambini». Un po' troppo scientifico... «È realtà. Quello che trionfa è il mercato dell'utero in affitto. Per noi i figli non si comprano». Avete paura quando siete in piazza? «Siamo provocati, come i ragazzi di piazza Tienanmen: miti, tenaci, indifesi». Perché in piazza con un libro? «Ci formiamo e ci informiamo». Lei che libro ha portato? «Gente non comune', di Hobsbawm». Uno storico marxista... «Siamo liberi e io sono di sinistra». È ancora di sinistra? «Sì, benché il movimento venga bollato come fascista io sto dalla parte dei deboli». Uomo di sinistra, lei, che parla di sottomissione della moglie? «Sottomessa? Messa sotto. Intesa come posta a fondamento della famiglia». m. s.


--



--